Resezione del ponte fisario per la chiusura prematura della cartilagine di accrescimento

K. Österman

Il trattamento moderno delle lesioni fisarie, nelle quali l'unione ossea tra
l'epifisi e la zona di accrescimento provoca disturbi progressivi della crescita
nei bambini, ha avuto inizio nel 1967 quando Langenskiöld ha descritto
un intervento per rimuovere il ponte osseo; per prevenire la nuova formazione
ossea, tale procedura prevedeva l'impiego di un innesto di tessuto adiposo come
materiale di interposizione. Si può rimuovere direttamente il ponte,
se esso si trova nella parte periferica della fisi. Il ponte osseo localizzato
centralmente può invece essere rimosso attraverso una finestra nella
zona di accrescimento senza danneggiare la cartilagine viva: si tratta di un
metodo consigliato in particolar modo nei bambini piccoli che hanno una considerevole
quantità di crescita residua. I siti più comuni per questo tipo
di lesione sono la fisi prossimale e distale della tibia e la fisi distale del
femore. Nei casi ottimali si osservano la correzione angolare, una crescita
longitudinale normale e la normalizzazione delle linee articolari. Tuttavia,
talvolta sono necessarie ulteriori procedure come, per esempio, l'osteotomia
correttiva o l'epifisiodesi del lato opposto.


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